Cambio olio

Cambiare regolarmente i fluidi e lubrificanti del motore è fondamentale per garantirne una lunga durata. Come vedrete, si tratta dell'intervento più semplice e comune. Tuttavia, prestate attenzione perché gli oli motore non sono tutti uguali: gli elementi riportati di seguito vi consentiranno di trovare il lubrificante Elf più adatto alla vostra moto.

> Scheda: olio motore 2 tempi
> Scheda: olio motore 4 tempi
Per non mettere nella coppa quello che mettete nella friggitrice
All'inizio, districarsi in questo groviglio di lettere e numeri può risultare difficile. Il primo numero indica la viscosità a freddo (è preferibile che l'olio sia fluido a freddo, in modo da svolgere la propria funzione in tempi ottimali); il secondo indica la viscosità a caldo. La temperatura esterna e la velocità di rotazione del motore sono criteri da tenere in considerazione per la scelta degli indici di viscosità più appropriati.
Si sconsiglia di sostituire l'olio della moto con un olio per auto economico, nel tentativo di risparmiare qualche euro. Le due meccaniche utilizzano tecnologie molto diverse (l'olio moto deve lubrificare anche la scatola del cambio) e le velocità di rotazione sono del tutto differenti. Analogamente, una moto classica, la cui concezione del motore risalga a 20 anni fa, può accontentarsi dell'olio Elf Moto 4 DX Ratio, mentre per una supersportiva di ultima generazione è preferibile l'Elf Moto 4 XT Tech*.
Anche l'Europa cerca di imporre le proprie norme. C'è stato il CCMC (Comitato dei Costruttori del Mercato Comune) per un certo periodo, che aveva un indice compreso tra 1 a 5 (5 era il livello migliore).

Attualmente, esiste la norma ACEA (Associazione dei. Costruttori Europei di Automobili), che si basa sullo stesso principio e utilizza la lettera A, per le proprietà di risparmio di carburante, e la lettera B per il degrado dell'olio. Possiamo trovare quindi ad esempio oli ACEA A2-B4.

Infine, in Giappone, la severa normativa JASO (Japanese Automobile Standards Organisation) tiene conto dei livelli di emissioni inquinanti e della qualità della lubrificazione.
Anche l'Europa cerca di imporre le proprie norme. C'è stato il CCMC (Comitato dei Costruttori del Mercato Comune) per un certo periodo, che aveva un indice compreso tra 1 a 5 (5 era il livello migliore).

Attualmente, esiste la norma ACEA (Associazione dei. Costruttori Europei di Automobili), che si basa sullo stesso principio e utilizza la lettera A, per le proprietà di risparmio di carburante, e la lettera B per il degrado dell'olio. Possiamo trovare quindi ad esempio oli ACEA A2-B4.

Infine, in Giappone, la severa normativa JASO (Japanese Automobile Standards Organisation) tiene conto dei livelli di emissioni inquinanti e della qualità della lubrificazione.
Un rompicapo? Non proprio
La classificazione degli oli dipende dalla norma applicata, ma non ci sono regole universali in materia. La norma più nota è certamente la SAE (di origine americana, Society of Automotive Engineer) che applica gli indici di viscosità (esempio 10W40), mentre la norma API (American Petroleum Institute) classifica gli oli in funzione della qualità (per i motori a benzina si applica la lettera S, seguita da un'altra lettera; più la lettera è avanti nell'alfabeto, migliore sarà la qualità dell'olio).