Lezioni

Gli oli base

Tra i principali componenti principali del lubrificante ci sono le basi lubrificanti, che spesso vengono dette  semplicemente "basi".
La base del lubrificante è una complessa miscela generalmente idrocarburica e rappresenta (in questi casi) una delle importanti classi di prodotti che derivano dalla raffinazione del petrolio greggio.
A questo punto diventa indispensabile introdurre il concetto di viscosità, che è una delle proprietà fondamentali degli oli lubrificanti, anzi si può tranquillamente dire che la storia della lubrificazione è stata costruita intorno ad essa. La viscosità di un fluido è la  resistenza che esso stesso oppone alle forze che tendono a farlo scorrere. Alcuni fluidi hanno una viscosità "naturalmente" alta, come il miele che non scorre prontamente.
Altri fluidi hanno viscosità più basse e scorrono molto facilmente come l'acqua.
Gli oli lubrificanti sono disponibili in un'ampia gamma di viscosità. E' bene puntualizzare che la viscosità di un fluido non è costante, ma varia al variare della temperatura.
Nel caso di un olio lubrificante quando viene scaldato, la sua viscosità diminuisce, diventa più fluido. Al contrario, un olio diventa più viscoso se la sua temperatura si abbassa, e quindi scorrerà meno facilmente. Si può pertanto affermare che al variare della temperatura di applicazione la viscosità di un olio varia.
Questa sostanza può essere un gas o un liquido (fluidi) oppure un solido, come ad esempio la grafite in alcune particolari applicazioni. Tutti i fluidi hanno, in misura maggiore o minore, la caratteristica di lubrificare. Un fluido però, per essere un buon lubrificante, deve soddisfare alcune specifiche esigenze.
Il mercurio, per esempio, aderisce molto bene alle pareti metalliche. Una funzione “protettiva” che è una delle proprietà che un lubrificante deve avere. Anche l'alcool aderisce immediatamente alle superfici metalliche ma con un velo troppo sottile per proteggerle. In alcune applicazioni speciali viene utilizzata come “lubrificante” persino l'aria compressa. Nessuno di questi fluidi è però un buon lubrificante perché non soddisfa le numerose esigenze che si richiedono nelle normali applicazioni.
Le caratteristiche più importanti dei lubrificanti ottenuti dai derivati del petrolio sono: una notevole capacità di aderire ai metalli, capacità di formare un film sottile ed omogeneo tra le superfici da lubrificare, una buona resistenza all'acqua, caratteristiche antiruggine, una buona stabilità termica e la capacità di trasferire il calore.
L'aspetto più interessante di tutti però è che, oltre alle suddette proprietà, se ne possono aggiungere altre apportando modifiche al lubrificante durante il processo di produzione; si possono ottenere così prodotti adeguati alle più varie applicazioni industriali e alle sempre più esigenti richieste motoristiche. Gli oli sono stati sviluppati e adeguati in relazione alle specifiche esigenze di lubrificazione dei macchinari. Oggi l'efficienza e lo sviluppo di molte industrie spesso dipende dalla scelta del lubrificante.
La frizione tra due solidi è indipendente dalla velocità e dalla superficie macroscopica di contatto tra i due corpi, è invece proporzionale al loro peso. 'Lubrificare' vuol dire quindi 'sostenere' il peso che scorre su una superficie introducendo tra i due corpi uno strato di un'altra sostanza che ne riduca la frizione [fig. 2].
Lubrificare è indispensabile per ridurre la “frizione” e per proteggere due superfici solide in movimento fra di loro. La frizione é la resistenza o forza incontrata quando un corpo è in movimento rispetto ad un altro [fig.1].

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